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La Serie D

Il sito dedicato alla Serie D

 

Segnala rosa squadra Trento

Indirizzo: Via Sanseverino 41

Città: Trento

Numero di telefono: 0461 981505

Fax: 0461 981312

Sito internet: www.trentocalcio.com

E-Mail: info@trentocalcio1921.it

Colori sociali: Giallo-Blu

Presidente: Marco Fatinger

Direttore sportivo: Gianni Petrollini

STORIA:

A partire dai primi anni del '900 il calcio, già molto popolare e dai toni volti all'irredentismo, viene praticato e diffuso in tutta la provincia. Nella nostra città la lunga avventura del Calcio Trento trova le radici nella nascita di due società sportive cittadine tra le più attive, la Sport Pedestre (in seguito Pro Trento e caratterizzata dalle casacche nero stellate in onore dell'allora fortissimo Casale) e l'Unione Ginnastica, dalla casacca bianco celeste col leone rampante. Nel 1921 quindi, con la Pro Trento che attira folle di tifosi accaniti, parte la storia aquilotta, ma è con la ratifica ufficiale che risale al 6 novembre 1923 che, come società calcistica affiliata alla Pro Trento, vede la luce l'Associazione Calcio Trento grazie soprattutto all'opera preziosa di uno dei più grandi presidenti aquilotti, l'Ingegner Mario Porta. In quegli anni, finalmente, dopo aver ospitato gli incontri sulla spianata sassosa della Piazza d'Armi (ora Piazza Venezia), Trento si ritrova ad avere uno stadio considerato all'epoca assolutamente all'avanguardia. Inaugurato come “Stadium” in località Briamasco vedrà subito folle festanti seguire i primi incerti passi del calcio aquilotto.

Seguono anni travagliati in cui il calcio in città subisce alterne vicende con il Trento che riesce a cimentarsi in vari campionati interregionali e, dopo essere scomparso dall'attività, viene rifondato il 28 settembre 1929 con la stessa denominazione e definitivamente con le casacche gialloblu. A partire dalla stagione 1932/33, si misura nell'allora I divisione e l'anno successivo è quello del primo derby con la neocostituita A.C. Bolzano. Sono incontri attesissimi ed al Briamasco accorrono in media più di tremila spettatori, con punte proprio per il derby di ritorno di oltre quattromila. Nel campionato di I divisione 1934/35 il Trento disputa un girone di andata memorabile conclusosi al primo posto e l'entusiasmo in città sale alle stelle, la vittoria casalinga di fronte a più di 5mila persone con la Fiumana viene celebrata con feste fino a notte. Al termine della stagione con il terzo posto il Trento accede di diritto alla neocostituita serie C. Dopo alterne fortune calcistiche e addirittura un anno di inattività per problemi societari e finanziari, il Trento si ripresenta ai nastri di partenza del campionato di serie C nel 1941/42 ma con la nuova denominazione di A.C. Trento-Caproni dal nome della locale fabbrica di aerei. L'ultimo campionato prima della sosta per le vicende belliche, regala alla Trento-Caproni una onorevole quinta piazza che vale il diritto a disputare la serie superiore alla ripresa dell'attività sportiva.

La stagione 1945/46 vede così il Trento iscritto al campionato di serie B/C unificate, ed inserito nel girone lombardo. Alla fine arriva però la retrocessione e tornano gravi problemi finanziari, che oscurano una Coppa Italia esaltante con successi su Verona e Vicenza.
Nel 1948, con un Trento da ricostruire, prende il timone un altro grande presidente aquilotto, l'Onorevole Renzo Helfer che per tanto tempo reggerà le sorti societarie. Sono gli anni dei derby infuocati contro il Rovereto, che richiamano al Briamasco oltre 5000 tifosi accanitissimi.
Per il ritorno in serie C il Trento deve attendere la stagione 1950/'51, con un'annata da incorniciare 119 reti in 34 partite e 62 punti conquistati e risultati clamorosi come un 9 a 3 alla Lazio ed un 3 a 1 al Vicenza. Nella stagione 51/52 di serie C la fantastica squadra dell'anno precedente viene però in parte smobilitata, soprattutto per esigenze di bilancio, ed ancora una volta i sogni dei tifosi gialloblu si devono fermare al vorrei ma non posso. Il quinto posto di quell'anno non basta ad entrare nella nuova serie C a girone unico che squadra tifoseria e città avevano dimostrato di meritare.
Il Trento vive quindi un periodo di declino interrotto da un personaggio fondamentale della sua storia. Nel 1959 giunge alla presidenza l'imprenditore Ito Del Favero che, pur non essendo trentino, per spiegare la sua presidenza, amava dichiarare di voler far qualcosa per ritornare alla città una parte di quanto aveva ricevuto. Nei primi anni le cose non vanno bene e la tifoseria contesta risultati e dirigenza ma tutto pare cambiare quando alla penultima giornata del campionato di serie D 1966/67, il Trento è secondo in classifica alle spalle del Bolzano staccato di un solo punto, e con in programma il derby al Briamasco Si vivono per la prima volta a Trento episodi di bagarinaggio, ma nonostante il grande sostegno dei propri tifosi il Trento perde per 1 a 0 su rigore. Non sarà l'unica delusione, infatti nella stagione 1968/69 a cogliere la promozione in serie C a scapito del Trento sul terreno del Briamasco sono le zebrette del Rovereto, vincendo per 1 a 0 davanti ad un tifo che iniziava ad organizzarsi e ad pubblico turbolento composto da oltre 5500 spettatori.


L'anno successivo giunge alla vicepresidenza della società, con il chiaro intento di ottenere quella promozione che sfuggiva ormai da troppi anni, il Presidente della Giunta provinciale Giorgio Grigolli. L'entusiasmo intorno alla squadra è palpabile e l'afflusso ai botteghini del Briamasco registra punte di seimila presenze. All'ultima giornata il Trento si presenta in trasferta a Castelfranco con un punto di vantaggio sul Pordenone secondo in classifica, seguito da oltre mille tifosi. Il risultato di parità e la concomitante vittoria del Pordenone porta così le due squadre allo spareggio che si tiene a Valdagno, con gli aquilotti sostenuti da quasi 8000 trentini accorsi con 14 pullman e centinaia di auto. La partita vede il Trento vittorioso 2 a 0 con reti di Scali e Babbo su rigore che lascia in delirio i tifosi al seguito che improvvisano un corteo festoso fino a Trento. Il Presidente Del Favero commosso poteva finalmente dire di avercela fatta: il Trento è in C, terza serie nazionale. Segue uno dei tanti periodi di sofferenza con la tifoseria che chiede un ulteriore salto di qualità che non arriverà. Nel 1974/75 la società decise di riprovarci e, con in panchina Franzoi affiancato da Laudadio il Trento parte a razzo e all’undicesima giornata, dopo la vittoria casalinga per 2 a 0 sulla Cremonese, il sogno della B pare alla portata, ma alla fine del campionato il Trento sarà solo ottavo. Con la stagione 1976/77 arriva l'era di David, ex nazionale, famoso per la battaglia col Cile, che subentra in panchina a Franzoi a gennaio. Con lui il Trento ritorna in C con propositi ambiziosi e in rosa trova posto un grande ex del calcio aquilotto, quel Piergiorgio Lutterotti che diventa una delle bandiere di sempre del Trento. La squadra si piazza bene ma l'anno successivo viene smembrata l'ossatura portante con le cessioni di Codognato, Divina, Sgarbossa, Damonti e il bomber Ballarin, così, nonostante l'arrivo in extremis dell'ex azzurro di Inter e Cagliari Angelo Domenghini non si riesce ad evitare una brutta retrocessione. Mario David passa quindi alla scrivania di Direttore Sportivo ed in panchina siede uno degli allenatori più amati di sempre dai tifosi aquilotti, Bruno Baveni. Il Mister schiera tanti giocatori regionali: Lutterotti, Telch, Daldosso, Andreatta, Joriatti, Bertocchi in attacco e Cianchetti in difesa. Al termine della stagione il Trento si ritrova appaiato al Padova al secondo posto dietro alla capolista Modena, è così spareggio. La Federazione su spinta della società biancoscudata fissa la data della partita per il venerdì 13 giugno a Verona, si tratta della festa di S. Antonio patrono di Padova e così in un giorno feriale al Bentegodi sono presenti 14mila tifosi veneti a fronte dei 5mila trentini. La partita termina 2 a 2 con gol di Lutterotti su rigore e Marchei per il Trento ed ai rigori la rete decisiva è di Parlato.

Negli anni '80 la storia del Trento si caratterizza per la presidenza di Giorgio Grigolli e per la creazione del Pool formato da imprenditori locali. La prima stagione del nuovo decennio, dopo un avvio difficoltoso, regala ai tifosi un dignitoso piazzamento a metà classifica. Baveni però lascia per divergenze con il DS David e viene sostituito da Stevanato, la politica di valorizzazione dei giovani regionali cara a David porta in squadra Demattè, Montagni, Bertinato e Pallanch, a rafforzare il reparto arretrato a ottobre arrivò dall'Udinese Gigi De Agostini futuro azzurro. Al termine del torneo sarà un discreto ottavo posto.
E' l'ultima stagione di David al Trento, che in estate passa al Bologna e lascia il posto a Claudio Molinari. Nel 1983 il Trento, partito addirittura con propositi di B, si ritrova alla fine ultimo con 12 punti ed un valzer di panchine con ben tre allenatori: Cappelli, Ansaloni e infine Bazzarini.
Torna quindi sulla panchina Bruno Baveni ma l'avventura in C2 pur non partendo sotto i migliori auspici, con il ritorno a Trento di Lutterotti e Domenicali, in attacco l'arrivo di Fabrizi-Marchetti ed Araldi, e Bencardino e Castioni in difesa, si rivela esaltante. Dopo una partenza di rincorsa sulle fuggitive Ospitaletto e Virescit, il colpaccio arriva all'ultima giornata, quando sul campo della capolista Ospitaletto, gli aquilotti sbancano con gol di Bencardino e arrivano allo spareggio di Mantova proprio con i bresciani. Domenica 16 giugno allo stadio Martelli 6 mila spettatori dei quali almeno 4 mila trentini assistono ad una partita nervosa che termina 0 a 0, e come a Verona pochi anni prima, il Trento si gioca la promozione ai rigori, e grazie alle parate di Mair ed al tiro finale di Lomanno, è di nuovo in C1. Tripudio aquilotto e festa fino a notte in città.
Il campionato di serie C1 del 1985/86 si conclude con un finale da batticuore e una salvezza raggiunta all'ultima giornata. A fine campionato Baveni lascia la panchina ed al suo posto arriva Paolo Ferrario e la squadra viene rifondata completamente. Arriva anche la punta Nico Penzo, una stella ormai spenta che non darà più bagliori ma nello stesso anno Il Trento preleva dal Piacenza anche un giovane attaccante di nome Giuseppe Signori, che inizialmente Ferrario tiene in panchina per gettarlo nella mischia dopo gli scarsi risultati iniziali, e raggiungere così i 37 punti finali, il miglior risultato di sempre in C1. Seguono una serie di campionati senza troppe gioie e il Trento a partire dalla metà degli anni'90 vive un periodo non felice culminato da ben due fallimenti societari. L'instabilità dirigenziale non giova certo ai risultati sportivi, che infatti, vedono il Trento retrocedere in D. Nel frattempo sulla panchina gialloblu siede una lunga lista di allenatori tra cui spicca Christian Ciccio Maraner, una delle bandiere della storia del Trento. In seguito al fallimento del patron Chini, dopo un secondo cambio di denominazione societaria, da Nuovo Calcio Trento a Trentino Calcio Trento, la tifoseria riesce nel giugno del 2007 con l'avvento del presidente veronese Mario di Benedetto ad ottenere il ritorno al nome che da sempre identifica gli aquilotti: Calcio Trento. La storia recente registra purtroppo campionati di grande sofferenza culminati con la salvezza ai play out contro il Rivignano e due retrocessioni consecutive sempre ai play out, contro Fanfulla (con ripescaggio) e Montecchio.

ORGANIGRAMMA:

STAFF SOCIETARIO
PRESIDENTE Marco Fattinger
VICE PRESIDENTE Roberto Pedrai
DIRETTORE SPORTIVO Gianni Petrollini
DIRETTORE ORGANIZZATIVO Maurizio Malcangio
SEGRETARIO GENERALE Dina Parisi
SEGRETARIO TECNICO Michele Tesini
RESPONSABILE SETTORE GIOVANILE Antonio Segata, Alessandro Ferrari

STAFF TECNICO
ALLENATORE Uber Manfredini
ALLENATORE 2a Roberto Antonioli, Massimo Carli
PREPARATORE ATLETICO Antonino Nocera
PREPARATORE PORTIERI Silvano Pedrolli
TEAM MANAGER Danilo Spreafico
MEDICO SOCIALE Nicola Paoli
MASSAGGIATORE Norberto Cantele
MAGAZZINIERE Remo Prigel
OPERATORE Paolo Sucameli

 

Stadio Trento

Città: Trento

Indirizzo: Via Sanseverino 43

Foto stadio Trento
 

Riepilogo stagione in corso 2011-2012

Rosa 2011-2012 - Segnala rosa squadra Trento

Nessun giocatore in rosa per la stagione 2011-2012Nessun allenatore in archivio per la stagione 2011-2012
Ruolo Giocatore Pres Amm Esp Gol Gol
su rigore
Autogol Gol
subiti
Tit Sost
Avute
Sost
Fatte
Min Note

Calendario completo Trento 2011-2012

Nessuna partita in archivio per la stagione 2011-2012
Giornata Data Partita Risultato Commenti

Coppa Italia stagione 2011-2012

Turno n. Girone/n. Partita Data Partita Risultato Commenti Note
Nessuna partita di Coppa Italia in archivio per la stagione2011-2012


Altre Competizioni (Play-Off, Play-Out, Poule Scudetto, Spareggi) stagione 2011-2012

Turno n. Girone/n. Partita Data Partita Risultato Note
Nessuna partita di Play-Off, Play-Out, Poule Scudetto, Spareggi in archivio per la stagione 2011-2012

Storico (altre stagioni in archivio)

Credits & Info